Artista romano versatile e sperimentatore, dal figurativo all'astratto,
Paolo Freschi spazia nella più varie tecniche artistiche, analogiche e digitali. Questa incisione di forma ovale, si presenta come una composizione raccolta, meditativa, sospesa tra naturalismo poetico e costruzione grafica rigorosa.
- Autore: Paolo Freschi (1947)
- Titolo: Paesaggio
- Firma: a matita, in basso
- Tecnica: incisione
- Dimensioni: cm32x46
- Edizione: Pda
- Anno: 1972-1978
- Cornice: non fornita
- Altri dettagli:
a richiesta- Prezzo: 570,00 Iva compresa
- Pagamento fraz: €190x3 (PayPal)
- Spedizione: corriere espresso.
Dettagli criticiComposizione e formaLa scelta dell’inquadratura ovale non è casuale: suggerisce uno sguardo intimo, quasi da oblò, che isola una porzione di mondo, rendendola contemplativa e autonoma. È come se lo spettatore fosse invitato a guardare attraverso una lente o una memoria — un paesaggio filtrato dalla mente o dal sogno.
Dialettica tra primo piano e sfondoIn primo piano, una vegetazione rigogliosa, quasi tropicale, occupa lo spazio con foglie ampie, fioriture e incroci di segni grafici. C’è una grande varietà di texture: le foglie nervate, i tratti incisi e ombre dense suggeriscono vitalità, un’esuberanza controllata ma potente.
Sul fondo, in netto contrasto, si staglia una figura arborea solitaria — un pino marittimo — proiettata verso l’orizzonte. Qui lo spazio si apre, si fa rarefatto: il mare, il cielo e le linee dell’orizzonte sono resi con pochi segni orizzontali, quasi calligrafici.
Il paesaggio come metaforaQuesta contrapposizione visiva tra la pienezza intricata del primo piano e la linearità silenziosa dello sfondo può essere letta in chiave simbolica: caos e ordine, istinto e contemplazione, presenza e lontananza
La pianta in primo piano è talmente densa da sembrare quasi impenetrabile, mentre il paesaggio marino, con il suo albero isolato, appare come una meta lontana, quasi spirituale, che si può solo osservare, non raggiungere.
Tonalità e tecnicaIl monocromo seppia/nero accentua il carattere intimo dell’opera. La tecnica incisoria è evidente nella precisione grafica e nella sapienza con cui Freschi gestisce la luce: i pieni e i vuoti, i tratti fitti e quelli rarefatti, costruiscono una profondità atmosferica senza ricorrere al colore.